Wednesday, September 13, 2006

Il pregiudizio visivo

Dopo qualche discussione con Enti, Comuni, Consorzi e Aziende; ho creduto necessario spiegare alcuni punti rilevanti non molto chiari che spero aiutino a migliorare futuri dialoghi.

Quando pronunciamo la parola 'immagine', senza dubbio la prima rappresentazione da lei indotta è quella di un fatto visivo. Nel nostro ambiente culturale, la parola "immagine" ha quest’oscillazione semantica: da un fenomeno di rappresentazione integrale fino ad un fenomeno di rappresentazione puramente visivo costruito in forma per eccellenza d’ogni registro sensibile.Nel campo professionale quest’ambiguità si genera con molta frequenza. La riduzione dell'immagine alla cosa visiva suole perfino aggravarsi con la riduzione della cosa visiva alla cosa grafica; tendenza avallata per l'uso e l'erosione naturale che questo produce sul concetto.

Regolarmente s’identifica, mediante una sineddoche, "immagine istituzionale" con "sistemi d’identificazione grafica dell'istituzione", o perfino "con simbolo grafico identificatore", come succede con la frase corrente: "Questa è la nuova immagine dell'impresa ", riferendosi con ciò al nuovo marchio o slogan o tagline.*

In quest’ambiente, proporre un intervento programmato sulla comunicazione di un’Istituzione è un po' complicato, poiché in primo luogo si identifica questa affermazione con “migliorare l'aspetto grafico d’elementi stampati, in pratica l'iconografia prevalentemente grafica dei pezzi editoriali, buste, biglietti da visita,carta intestata, opuscoli, pubblicazioni, ecc,” quando in realtà questo è solo una parte del processo di programmazione e progettazione dell'Identità di un’Istituzione.

L’immagine istituzionale è la lettura pubblica di un'istituzione, l'interpretazione che la società od ognuno dei suoi gruppi, settori o collettivi, ha o costruisce di modo intenzionale o spontaneo.
In un tentativo riducionista possiamo prendere i quattro concetti basilari (identità istituzionale, realtà istituzionale, immagine istituzionale, comunicazione istituzionale), che si riferiscono tra se formando un unico processo "semiotica istituzionale" per il quale un'istituzione produce e comunica il discorso della sua identità, e motiva nel suo ambiente una lettura determinata che costituirà la sua propria immagine.*

Il fenomeno istituzionale rimane così compiuto in una delle sue dimensioni analitiche. Sulla quale si deve intervenire in maniera artificiale con un “programma di comunicazione ed immagine" per migliorare e/o correggere detto processo.

Da un'ottica globale, il processo generale di programmazione può dividersi in due grandi tappe: una prevalentemente analitica ed un'altra prevalentemente progettuale.

*Norberto Chavez (La imagen corporativa - Teoría y metodología de la identificación institucional)G. Gili editori.

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