Thursday, November 30, 2006

Corporate cromagnon

A volte uno si schianta contro un muro corporativo-aziendale costruito in parte dalla nostra incapacità di metterci nei pani altrui.

Questo riassunto di 4 criteri di management lancia la palla al campo del committente facendo luce sui problemi di gestione di molte organizzazioni :

Le organizzazioni che capitalizzano i suoi investimenti in identità e comunicazione sono quelle che hanno superato criteri di gestione primitivi come*:

  1. l'imitazione della concorrenza
  2. la fama dei pofessionisti a contrattare
  3. i gusti del direttore di marketing
  4. i contatti del presidente

*Via I+C Consultores (Barcelona-Buenos Aires)

Wednesday, November 29, 2006

Punk Perón


Copertina del supplemento No del giornale Página 12 (Argentina) dedicata alla band indie rock-garage punk Yeah Yeah Yeahs di New York City.

L'illustrazione fa uso della iconografia appartenente al Partido Peronista (il più popolare fra i partiti politici argentini e da sempre identificato con i più deboli, o descamisados), e utilizzata anche per dipingere le pareti delle città durante le campagne elettorali, con la V della vittoria, e la faccia del creatore del movimiento justicialista Juan Domingo Perón.


Non conozco il processo che ha portato alla scelta di questa illustrazione in particolare, ma, se si pensa che agli origini del partito c'era una totale oposizione a la oligarchia (in questo caso terriera) e la difesa delle classi povere, e che agli origini del punk c'erano un sacco di ragazzi senza lavoro in una Londra impoverita, una conessione si può trovare.

Anche il giornale Pagina 12 è un po' antiestablishment.

Una lettura semplice sarebbe, invece, vedere l'aggiunta della cresta rossa a una figura tanto riverita come un atto "desacralizzante" e anarchico, ma la prima opzione mi pare la migliore.

via visualmente

I dieci problemi di usability del Web italiano

L’approfondimento.

1 - Click to target
Per i siti di e-commerce si tratta sostanzialmente del click to buy, ma ne sono affetti anche i siti d'informazione professionale o dilettantistico, quelli di servizio e di presentazione, e per questo preferiamo indicarlo con l'espressione click to target. Il raggiungimento di un certo obiettivo in un sito richiede ancora troppi passaggi. Può essere l'acquisto come la lettura di una news: tra interstitial, pagine di presentazione e sommari interni, raggiungere l'obiettivo all'utente costa almeno due o tre passaggi (o click) a vuoto.

2 - Caricamento lento
Ancora molte home page sono lente, lentissime nel caricamento. Ci sono alcuni siti di importanza nazionale la cui apertura è un calvario. Tutto ciò dipende forse dalla sbagliata convinzione che i collegamenti in banda larga possano supportare pagine anche molto grandi e lente. Niente di più sbagliato: a parte il fatto che la banda larga per quanto diffusa non copre ancora l'intero territorio nazionale e tutti gli utenti, anche navigatori con Adsl non particolarmente performanti si ritrovano a dover consumare tempi d'attesa per l'apertura delle pagine in questione. Perché non consentire un accesso di base veloce e pratico per tutti? Gli elementi multimediali, la ricchezza iconografica e in generale tutte le parti di complemento possono essere lasciate a pagine interne d'approfondimento senza per questo perdere in appeal, anzi al contrario guadagnandoci. Badare alla sostanza dovrebbe sempre essere la prima regola di un sito ben realizzato. In questo caso rientrano anche alcune intro in Flash fini a se stesse, inutili, esteticamente discutibili.

3 - Form complicate e inutili
La registrazione degli utenti nei siti è un passaggio molto importante sia per chi detiene il sito stesso sia per i navigatori, che possono accedere a pagine personalizzate e servizi avanzati. Ma spesso, a fronte di una registrazione, non viene offerto praticamente alcun vantaggio. Inoltre, non si capisce perché siano richiesti dati e dati sensibili, anche nel dettaglio, quando ne sarebbero sufficienti molti di meno. Questa pratica può allontanare gli utenti. E non si pensi che porti grandi vantaggi a chi gestisce i dati: se non è previsto alcun invio di materiale per posta tradizionale, che senso ha chiedere l'indirizzo completo di un utente? Potrebbe bastare il codice postale o la provincia in cui si vive per ottenere una buona ripartizione geografica. Per una profilazione ottimale, molte volte sono necessari meno informazioni di quante richieste. Sono ancora praticamente sconosciute, poi, nel Web italiano le cosiddette credenziali anonime, cioè quelle informazioni necessarie al compimento di certe operazioni (compreso l'acquisto!) pur senza necessità di richiedere l'identità dell'utente.

4 - Web writing
In molti siti c'è la tendenza a riprodurre i metodi e gli stili di comunicazione più tradizionali. Ma il consumo del contenuto online è molto diverso da quello tradizionale. Si scrive bene, magari, ma non per l'utente. Si scrive tanto, troppo, badando ad orpelli formali che la comunicazione Web - anche per il marketing - difficilmente riesce a veicolare. Il navigatore è più veloce, più smaliziato e bada al sodo.

5 - Struttura e navigazione interna
Entrare in un sito e non capire come muoversi, dove si è, e come fare a compiere una certa azione. I problemi di struttura sono in calo, a nostro avviso, ma rimangono tra i più importanti, e non tutti i siti sono semplici. La buona struttura del sito è la prima amica dell'usabilità. L'assenza di indicatori di livello, cioè di dove ci si trova, e l'assenza del richiamo alla home in tutte le pagine sono tra gli errori più banali e marchiani.

6 - Grafica
In questo punto rientrano diverse considerazioni, in realtà. Ci sono siti con una grafica semplicemente brutta. Discutibile dal punto di vista soggettivo, ma oggettivamente brutta se non tiene in considerazione un minimo ragionamento di comunicazione integrata, se fa ricorso a soluzioni amatoriali, banali, sorpassate. Ci sono poi siti che fanno un uso della grafica ridondante: gli elementi sono puramente decorativi e in eccesso. La grafica non serve alla comunicazione, non serve all'utente. Alcuni siti in Flash (ancora parecchi) rientrano in questo caso. E poi ci sono le immagini, che meritano un punto a se stante nella classifica.

7 - Ricerche
Pessima divisione in categorie, impossibilità di ricerca libera o comunque di ricerca avanzata, criteri di ricerca non allineati a quelli dei principali motori. Quando il contenuto di un sito comincia ad assumere proporzioni rilevanti è indispensabile dotarsi di strumenti di ricerca interni. Ma anche nel caso di siti di piccole dimensioni bisognerebbe tener conto di questa necessità. La base dovrebbe essere almeno una rigorosa distinzione degli argomenti in categorie richiamate in home page (e magari in tutte le pagine) e la possibilità di effettuare la ricerca libera.

8 - Info istituzionali
Entrare in un sito e non sapere di chi è, quale sia il riferimento e l'eventuale contatto offline, in quale ambito operi principalmente e se ce ne sono di secondari: è uno degli errori più gravi e rilevanti. Fortunatamente, questo tipo di problema è abbastanza poco diffuso, ma stupisce il fatto che ci sia anche solo un sito che ancora lo commette.

9 - Contenimento sul sito
Ancora molti siti presentano dei link che invece di puntare all'esterno, alla pagina d'origine, riprendono il contenuto o la pagina stessa al proprio interno. Ma la ricchezza del Web è data proprio dall'ipertestualità, dalla possibilità di una lettura orizzontale e aperta. Un sito che fornisce un link esterno non perde l'utente, perché arricchisce la sua esperienza di navigazione. Al contrario chi trattiene il navigatore sulla proprie pagine, oltre a non avere la certezza di una sua uscita dal sito, gli impedisce di ampliare la propria esperienza, lo limita e quindi in definitiva fa un'azione contro di lui.

10 - Immagini
Fotografie non pertinenti, senza didascalia o spiegazione, senza un testo alternativo per la lettura dei browser vocali, ma anche senza il testo alternativo per il mancato caricamento della figura nella pagina. A parte le immagini puramente decorative, di cui non si dovrebbe mai abusare, tutte le figure o fotografie dovrebbero avere una qualche forma di spiegazione, e ancora non sempre accade.

via Shinynews

I problemi all'italiana

Part I

Quali sono nel Web italiano i maggiori problemi di usabilità? Dopo aver visto quelli riportati da Jacob Nielsen, proponiamo una classifica che guarda alla specificità della Rete nostrana.


Per Jakob Nielsen è una tradizione quella di segnalare anno dopo anno i maggiori problemi di usability. La prima lista risale a 10 anni fa, mentre per il 2005 lo studioso statunitense ha proposto una nuova versione basata sulle segnalazioni dei lettore della sua famosa newsletter. Ma la visione del guru americano risente di un'impostazione delle Rete incentrata sull'America. Se da una parte è impossibile dargli torto, dall'altra ci sono aspetti che hanno un minore impatto nel Web italiano. Per questo proviamo a redigere una nostra classifica dei problemi di usability per la Rete nostrana.

I criteri di valutazione
La nostra classifica non ha alcuna pretesa di scientificità né ha o vuole avere valore statistico alcuno. È semplicemente basata su l'esperienza d'uso del Web da parte dello staff di Shinynews.
Tre sono stati i criteri di valutazione seguiti: l'importanza dell'errore, la diffusione e frequenza del problema e l'importanza dei siti che commettono quel certo errore. Se un problema si propone sulle pagine di Repubblica.it o su un sito personale di un radioamatore di San Colombano al Lambro non ha la stessa rilevanza, a nostro avviso, e non è stato valutato nello stesso modo. I risultati sono discutibili, come in ogni classifica che non sia un mero rendiconto di fatti. Rispetta la sensibilità e la concezione del Web di chi l'ha stilata. Se volete confrontarvi con noi, provate a redigere la vostra personale classifica dei maggiori problemi di usability del Web italiano.

1 - Click to target
Per i siti di e-commerce si tratta sostanzialmente del click to buy, ma ne sono affetti anche i siti d'informazione professionale o dilettantistico...

2 - Caricamento lento
Ancora molte home page sono lente, lentissime nel caricamento. Ci sono alcuni siti di importanza nazionale la cui apertura è un calvario...

3 - Form complicate e inutili
La registrazione degli utenti nei siti è un passaggio molto importante sia per chi detiene il sito stesso sia per i navigatori...

4 - Web writing
In molti siti c'è la tendenza a riprodurre i metodi e gli stili di comunicazione più tradizionali. Ma il consumo del contenuto online è molto diverso...

5 - Struttura e navigazione interna
Entrare in un sito e non capire come muoversi, dove si è, e come fare a compiere una certa azione...

6 - Grafica
In questo punto rientrano diverse considerazioni... ricorso a soluzioni amatoriali, banali, sorpassate,... grafica ridondante...

7 - Ricerche
Pessima divisione in categorie, impossibilità di ricerca libera o comunque di ricerca avanzata, criteri di ricerca non allineati a quelli dei principali motori...

8 - Info istituzionali
Entrare in un sito e non sapere di chi è, quale sia il riferimento e l'eventuale contatto offline, in quale ambito operi principalmente...

9 - Contenimento sul sito
Ancora molti siti presentano dei link che invece di puntare all'esterno, alla pagina d'origine, riprendono il contenuto o la pagina stessa al proprio interno...

10 - Immagini
Fotografie non pertinenti, senza didascalia o spiegazione, senza un testo alternativo per la lettura dei browser vocali...

via Shinynews

Thursday, November 23, 2006

Graphic design: affiche

Poster vincitore del Festival international de l'affiche et des arts graphiques de Chaumont 2006 Concours international.
L'autore è Andrey Logvin e l'opera si intitola "Museum Night Taste of Life".


via pixelcreation

Tuesday, November 21, 2006

Un poco di graphic design

Questa non è una notizia nuova (El País, 27/07/2006) ma comunque fantastica per chi è appassionato di tipografie (caratteri o fonts).
Microsoft Office 2007 avrà nel suo catalogo di fonts il primo e unico alfabeto storico 100% spagnolo: Ibarra Real.


La Ibarra Real fu creata da Gerónimo Gil per la edizione del Don Quisciotte di 1780 dell'editore Joaquín Ibarra, considerata da Daniel Berkeley Updike nella sua opera “Printing Types: their history, forms, and use” la miglior edizione del Quisciotte mai stampata.

Il progetto di riportarla alla vita è stato realizzato dalla Calcografía Nacional (dipendente della Real Academia de Bellas Artes spagnola) e da José Maria Ribagorda, disegnatore tipografico, con la premessa di recuperare il font originale non solo nella forma, ma anche come elemento integrante di un sistema o alfabeto, capace di funzionare in diversi spazi (carta, monitor).

Grazie all'accordo fra la Fundación EOI, Microsoft e la Calcografía, avremo a disposizione una piccola opera d'arte nelle nostre cartelle Fonts.

Come ha detto Luis Cueto, promotore dell'accordo: "Gli svizzeri hanno la Helvetica, gli italiani la Bodoni, ma fino ad oggi, la tipografia spagnola non aveva un suo biglietto da visita."

A continuazione, due esempi di Ibarra Real: a sinistra la fonte originale, e a destra la versione di Ribagorda.



via re-type

Friday, November 17, 2006

Air Advertising

"...da qualche tempo a questa parte, i creativi pubblicitari fanno air-advertising.

Mettono le mani sulla tastiera del computer, ma la strategia è stata già pensata, mettono le mani sul layout, ma l’art direction viene dettata, prendono la penna e fanno finta di scrivere titoli già predefiniti, suggeriti, per non dire imposti.

La differenza è che l’air guitar di Lele Panzeri è stato un evento sorprendente, quello che succede tutti i giorni nei reparti creativi è invece noioso, banale, convenzionale, conservativo, alquanto deprimente."

Marco Ferri, Beh, buona giornata.


No comments.

Wednesday, November 15, 2006

City Hunters

Questo "ovvio che parliamo di sex o simili" poster (ma con molta classe per mettere un nudo esplicito) è di City Hunters, una serie di animazione per adulti creata specificamente per la marca Axe (deodoranti maschili) dalla produttora Catmandu Branded Entertainment. Sono nove episodi in onda sul canale Fox Latinoamérica.
I personaggi sono disegnati da Milo Manara. Il progetto è stato realizzato da un team di più di cento persone in quattro continenti per più di due anni.

I protagonisti principali sono Axel, un ragazzo lasciato dalla sua fidanzata, e il Dottore Lynch, un anziano playboy, ex creatore di profumi e custode dei segreti della Logia X, dedita a investigare il mondo femminile e della seduzione. Axel sarà scelto come discepolo, ma, prima di diventare guardiano della Logia, dovrà essere capace di sedurre ogni tipologia di donna sul pianeta.


Piccola analisi del poster come si farebbe in Lenguaje Visual 101: un grande campo in chiave dominante (nero), un subordinato (bianco-pesca) e un bel accento (rosso, non c'è modo di non vederlo). Tre semplici risorse molto efficaci per progettare o disegnare posters. E' tutto nei libri ragazzi, studiate, studiate...


Ma è il isotipo di City Hunters quello che mi piace di più, con le aste e i serif delle lettere che svolazzano come una favolosa chioma al vento (molto tipico delle donne di Manara), evocando un senso di dinamismo, una certa qualità urbana e notturna. Avete notato che è di dimensioni ridotte, non gigantesco, e comunque molto effettivo? E che la tagline "Powered by Axe" è ancora più piccola?

via 90+10

We, FTW , o WTF...

Noi, FTW. Ma WTF, capita spesso debo dire...
Un poco di lingo internetaro. Della serie Teh Internets creati da goopymart .
Mi piace lo stile illustrativo, simpatico, semplice ed efficace, pochi colori scelti bene.
I disegni degli animali hanno più personalità dei personaggi humani.

Tuesday, November 14, 2006

Le Web 3 de Loic Le Meur

Il 11 e 12 di dicembre si svolgeranno in Parigi Le Web 3.
Siamo tutti invitati (come on, it's cheap: -), è economico, per maggiore precisione l'iscrizione costa 598€ iva compresa.
Niente meglio che la Francia per celebrare "Libertà, Fraternità, Uguaglianza" della Blogosphere. Un spirito del quale si vuole impregnare la Blogosphere, o è quello che sembra.
Ci vediamo la!!!.

Saturday, November 11, 2006

Technorati dice che abbiamo low authority

Technorati ha presentato il suo report State of the Blogosphere.
Siamo parte di una popolazione di 57 milioni+ di weblogs.
Ogni giorno si creano 100.000.

Gli idiomi dominanti sono inglese (35%) e japonese (33%). Seguono chinese (10%), spagnolo (3%), italiano, russo, portoghese, francese (2%), tedesco (1%), farsi* (1%) e altri (5%).


E dopo arrivano i gruppi:
- the low authority group (hanno un blog ma con pochi posts al mese);
- the middle authority group (lavorano un 50% di piú nei loro blogs);
- the high authority group (lavorano molto, molto di più di noi);
- the very high authority group (la elite, 4000 blogs, fanno posts come pazzi).


Allora...concludo che:
1º) se continuo a questo ritmo Technorati continuerà a snobbarmi.
2º) non ho scelto la lingua più popolare, neanche la quarta lingua più popolare, ho scelto la quinta.
3º) questa cosa della low authority non mi piace (low authority tua sora..., fa gesto poco femminile a Dave Sifry).

*Conosciuto anche come Persiano.

Friday, November 03, 2006

Claudio Lippi mi da la ragione

Da tre anni che mi lamento della tv italiana.

Bah, mi lamento, a dir la verità, ho sempre detto che è una m**da sin dal primo giorno. E l'unica persona che ho trovato che la pensava come me era Gabriele Romagnoli, nel su articolo su Vanity Fair "La RAI è morta e nessuno glielo ha detto", nel 2003.


Non vuol dire che sono diventata Daria Bignardi, ma era molto facile rendersi conto, abituata come ero alla scelta ampia e internazionale che offre la tv via cavo. O alle opzioni di qualità che una tv aperta alla innovazione e alla gente giovane può generare (FYI: Le Iene* si basa sul format argentino "Caiga quien Caiga", della produttora Cuatro Cabezas, fondata da ragazzi di non più di 30 anni).


Mai visti in vita mia tanti quiz noiosi, tanti pasticci di ballerini, canzoni, donnine nude, uomini soffocati dalle cravatte, tanto sfruttare delle disgrazie altrui, compressi in così pochi canali, in tante fasce orarie.

Reality shows, soap (o telenovelas), tv "spazzatura", sono sugli schermi di tutto il mondo. Ma non è una scusa per offrire solo quello. E' una scelta consapevole.


Adesso, anche Lippi la pensa come me**. Yes!! Siamo in tre... Dopo lasciare quel strumento lobotomizzante chiamato Buona Domenica, ha lanciato "Un minuto", un invito a spegnere la tv un minuto per dimostrare la opposizione alla tv volgare e offensiva.

Smettere, al meno per un minuto, di accettare passivamente.


*Certo, la versione italiana doveva, per forza, includere una donna, possibilmente mostrando il sedere e/o le mutande, invece dei tre maschi completamente vestiti del originale.


**Non so se sia un segno che l'Apocalisse si avvicina, o che, finalmente, hanno lobotomizzato pure me. Colpa tua, maledetta Daria Bignardi...e anche tua Veronica Mars...

via Un minuto