Wednesday, November 29, 2006

I dieci problemi di usability del Web italiano

L’approfondimento.

1 - Click to target
Per i siti di e-commerce si tratta sostanzialmente del click to buy, ma ne sono affetti anche i siti d'informazione professionale o dilettantistico, quelli di servizio e di presentazione, e per questo preferiamo indicarlo con l'espressione click to target. Il raggiungimento di un certo obiettivo in un sito richiede ancora troppi passaggi. Può essere l'acquisto come la lettura di una news: tra interstitial, pagine di presentazione e sommari interni, raggiungere l'obiettivo all'utente costa almeno due o tre passaggi (o click) a vuoto.

2 - Caricamento lento
Ancora molte home page sono lente, lentissime nel caricamento. Ci sono alcuni siti di importanza nazionale la cui apertura è un calvario. Tutto ciò dipende forse dalla sbagliata convinzione che i collegamenti in banda larga possano supportare pagine anche molto grandi e lente. Niente di più sbagliato: a parte il fatto che la banda larga per quanto diffusa non copre ancora l'intero territorio nazionale e tutti gli utenti, anche navigatori con Adsl non particolarmente performanti si ritrovano a dover consumare tempi d'attesa per l'apertura delle pagine in questione. Perché non consentire un accesso di base veloce e pratico per tutti? Gli elementi multimediali, la ricchezza iconografica e in generale tutte le parti di complemento possono essere lasciate a pagine interne d'approfondimento senza per questo perdere in appeal, anzi al contrario guadagnandoci. Badare alla sostanza dovrebbe sempre essere la prima regola di un sito ben realizzato. In questo caso rientrano anche alcune intro in Flash fini a se stesse, inutili, esteticamente discutibili.

3 - Form complicate e inutili
La registrazione degli utenti nei siti è un passaggio molto importante sia per chi detiene il sito stesso sia per i navigatori, che possono accedere a pagine personalizzate e servizi avanzati. Ma spesso, a fronte di una registrazione, non viene offerto praticamente alcun vantaggio. Inoltre, non si capisce perché siano richiesti dati e dati sensibili, anche nel dettaglio, quando ne sarebbero sufficienti molti di meno. Questa pratica può allontanare gli utenti. E non si pensi che porti grandi vantaggi a chi gestisce i dati: se non è previsto alcun invio di materiale per posta tradizionale, che senso ha chiedere l'indirizzo completo di un utente? Potrebbe bastare il codice postale o la provincia in cui si vive per ottenere una buona ripartizione geografica. Per una profilazione ottimale, molte volte sono necessari meno informazioni di quante richieste. Sono ancora praticamente sconosciute, poi, nel Web italiano le cosiddette credenziali anonime, cioè quelle informazioni necessarie al compimento di certe operazioni (compreso l'acquisto!) pur senza necessità di richiedere l'identità dell'utente.

4 - Web writing
In molti siti c'è la tendenza a riprodurre i metodi e gli stili di comunicazione più tradizionali. Ma il consumo del contenuto online è molto diverso da quello tradizionale. Si scrive bene, magari, ma non per l'utente. Si scrive tanto, troppo, badando ad orpelli formali che la comunicazione Web - anche per il marketing - difficilmente riesce a veicolare. Il navigatore è più veloce, più smaliziato e bada al sodo.

5 - Struttura e navigazione interna
Entrare in un sito e non capire come muoversi, dove si è, e come fare a compiere una certa azione. I problemi di struttura sono in calo, a nostro avviso, ma rimangono tra i più importanti, e non tutti i siti sono semplici. La buona struttura del sito è la prima amica dell'usabilità. L'assenza di indicatori di livello, cioè di dove ci si trova, e l'assenza del richiamo alla home in tutte le pagine sono tra gli errori più banali e marchiani.

6 - Grafica
In questo punto rientrano diverse considerazioni, in realtà. Ci sono siti con una grafica semplicemente brutta. Discutibile dal punto di vista soggettivo, ma oggettivamente brutta se non tiene in considerazione un minimo ragionamento di comunicazione integrata, se fa ricorso a soluzioni amatoriali, banali, sorpassate. Ci sono poi siti che fanno un uso della grafica ridondante: gli elementi sono puramente decorativi e in eccesso. La grafica non serve alla comunicazione, non serve all'utente. Alcuni siti in Flash (ancora parecchi) rientrano in questo caso. E poi ci sono le immagini, che meritano un punto a se stante nella classifica.

7 - Ricerche
Pessima divisione in categorie, impossibilità di ricerca libera o comunque di ricerca avanzata, criteri di ricerca non allineati a quelli dei principali motori. Quando il contenuto di un sito comincia ad assumere proporzioni rilevanti è indispensabile dotarsi di strumenti di ricerca interni. Ma anche nel caso di siti di piccole dimensioni bisognerebbe tener conto di questa necessità. La base dovrebbe essere almeno una rigorosa distinzione degli argomenti in categorie richiamate in home page (e magari in tutte le pagine) e la possibilità di effettuare la ricerca libera.

8 - Info istituzionali
Entrare in un sito e non sapere di chi è, quale sia il riferimento e l'eventuale contatto offline, in quale ambito operi principalmente e se ce ne sono di secondari: è uno degli errori più gravi e rilevanti. Fortunatamente, questo tipo di problema è abbastanza poco diffuso, ma stupisce il fatto che ci sia anche solo un sito che ancora lo commette.

9 - Contenimento sul sito
Ancora molti siti presentano dei link che invece di puntare all'esterno, alla pagina d'origine, riprendono il contenuto o la pagina stessa al proprio interno. Ma la ricchezza del Web è data proprio dall'ipertestualità, dalla possibilità di una lettura orizzontale e aperta. Un sito che fornisce un link esterno non perde l'utente, perché arricchisce la sua esperienza di navigazione. Al contrario chi trattiene il navigatore sulla proprie pagine, oltre a non avere la certezza di una sua uscita dal sito, gli impedisce di ampliare la propria esperienza, lo limita e quindi in definitiva fa un'azione contro di lui.

10 - Immagini
Fotografie non pertinenti, senza didascalia o spiegazione, senza un testo alternativo per la lettura dei browser vocali, ma anche senza il testo alternativo per il mancato caricamento della figura nella pagina. A parte le immagini puramente decorative, di cui non si dovrebbe mai abusare, tutte le figure o fotografie dovrebbero avere una qualche forma di spiegazione, e ancora non sempre accade.

via Shinynews

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