Saturday, December 29, 2007

Non sopravviverò a un'apocalisse di zombie

47%

Friday, December 28, 2007

Trajan è un font hollywoodiano

Io non ci avevo fatto caso ma i veri nerd della tipografia sì, e adesso vogliono liberare Trajan dalle mani dei designer di Hollywood che, a quanto pare, hanno una pazza predilezione per quel font (e le teste galleggianti :D) quando devono progettare i poster dei film.




Sembra che anche Trajan, come una vera starlet, ha il suo paparino che la raccomanda dappertutto.

Più esempi? Visitate questo set di flickr o Retire Trajan.

Trovato via goodie bag

Sunday, December 23, 2007

La steadycam dei barboni

Per chi ha l'idea di spendere i soldi in una steadycam. La steadycam dei barboni ;), bellissima e lo importante, sembra funzionare bene. Perciò con un risparmio di un centinaio di euri, a natale si può fare di più...



Purchasing Poor Man's Steadycam

Head Tracking for Desktop VR Displays using the WiiRemote

Friday, December 14, 2007

BIC + old Mac = ruvida espressività


Queste bellissime immagini sono opera di Byroglyphics (o meglio Russel from Brighton, UK, come dice Yuxtapoz) e realizzate con penne BIC e un vecchio Mac.

Anche se lo stile "ruvido" è in giro da un bel po', queste opere trovano un bel equilibrio fra il disegno tradizionale e le risorse che offrono i programmi di elaborazione digitale, mettendo in risalto la forza espressiva del disegno invece di soffocarlo.

L'artista ha anche una serie di lavori che si possono acquistare online a prezzi più che convenienti. Se siete alla ricerca d'idee per regali...


Trovato via yuxtapoz

Friday, December 07, 2007

Here Comes Another Bubble

Una frase che fa venire i brividi... con un po' di umore per esorcizzare l'ormai inevitabile?

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Update: il video è stato sospeso da youtube per problemi di copyright. Comunque se volete lo trovate QUI.

Monday, December 03, 2007

Terry Rodgers: la ricerca del piacere e la mercificazione del corpo


I dipinti che vedete sono opera di Terry Rodgers, pittore americano che ritratta in opulenti ed enormi quadri la vita dell’alta società americana, e, nelle opere più recenti, sopratutto quella di rampolli ed ereditiere. Se navigate la galleria d'immagini troverete anche Paris Hilton.

Certamente i quadri sono un'analisi a livello psicologico e metaforico, non una rappresentazione tratta direttamente dalla realtà, ma ci fanno sentire spettatori di questi momenti e ci portano a guardargli con la stessa morbosità con la quale possiamo seguire le cronache di gossip o gli squallidi show montati sulla ennesima tragedia.

L'opulenza delle possessioni materiali dei personaggi, le sale arredate, stipate di mobili, quadri, sculture, tutto fa solo risaltare la loro noia, la loro indifferenza verso tutto quello che li circonda, anche le persone.

Ognuno di loro sembra avere tempo solo per se stesso, la cura del corpo di molti ragazzi e di quasi tutte le ragazze è ovvio (si può osservare anche qualcuna ai limiti dell'anoressia), i loro atteggiamenti spaziano dal modello pubblicitario-metrosexual al gangsta rapper per i maschi, al look lolita-modella di turno-Kate Moss-celebutante per le femminucce.

Vorrei solo sapere se la miscela di etnie a livello di upper class americana che si vede nei quadri ha qualche punto d'ancoraggio con la realtà. Infatti si vedono asiatici, sudamericane, cinesi, fra tanti wasp.

Comunque, per qualcosa di più autorevole potete leggere il saggio di Catherine Somzé, sul sito di Rodgers, che analizza in modo chiaro e semplice il lavoro dell'artista, che ci pone nella posizione di credere nelle apparenze per poter dopo smascherarle, con i corpi come mezzi per mostrare quello che succede aldilà della pelle, sotto la superficie...



Altra cosa, tutte queste opere si trovano nel libro Terry Rodgers - The Apotheosis of Pleasure.

Trovato via nicetomeetyou

Tuesday, November 27, 2007

Cuba e il poster: mezzo di comunicazione ed espressione artistica


Il cartel cubano o poster cubano ha una posizione di rilievo nella storia della grafica latinoamericana come esempio di una risorsa di comunicazione diventata arte sotto condizioni che sembrerebbero restrittive ma risultarono liberatorie, permettendo la nascita di un linguaggio visivo nuovo e distintivo.

Sorto nel periodo coloniale, il cartel trova la sua massima espressione artistica fra la metà degli anni '60 e la fine degli anni '70, nella Cuba rivoluzionaria. In quel periodo si trasforma nel mezzo di comunicazione per antonomasia: propaganda politica, campagne d'alfabetizzazione, nuovi film ed eventi culturali, tutto si comunicava attraverso i poster.


Sotto i limiti materiali e di produzione dell'epoca dovuti al blocco
economico diventa anche un potente e variato mezzo d'espressione nelle mani d'artisti come Eduardo Muñoz Bachs, René Azcuy, Félix Beltrán.

La impossibilità di utilizzare il sistema offset per la stampa apre la porta alla serigrafia, la rappresentazione realistica lascia spazio alla metafora e alla poesia.


Decimo Aniversario - Antonio Fernandez Reboiro


Aprendiendo a morir - Antonio Fernández Reboiro (1964)

De la guerra americana - Rene Azcuy (1969)



Niños desaparecidos - Eduardo Muñoz Bachs

Friday, November 23, 2007

Shaolin: fotografie di un'arte antica nella China moderna


Justin Guariglia è un fotografo che ha documentato durante otto anni la vita dei monaci Shaolin al interno del loro tempio sul Monte Song, nella provincia cinese di Henan.

Per la prima volta è stata concessa a un estraneo la possibilità di raccontare attraverso la fotografia la vita dei custodi delle antiche arti e tradizioni Shaolin, nel contesto dei veloci cambiamenti della China moderna.




Queste fotografie adesso fanno parte del libro Shaolin: Temple of Zen.

Altre fotografie le trovate sul sito Shaolin. C'è anche un breve riassunto della storia del tempio, dei video, ecc.

via 3quarksdaily

Abbiamo internet per altri 30 anni

Sembra che nel 2010 non avremo più internet... l'intero sistema crollerà.

Ricordo che al inizio degli anni '90 dicevano che gli indirizzi IP stavano per esaurirsi ed era necessario migrare subito a IPv6.

Oggi le predizioni di un esaurimento degli indirizzi IPv4 indicano il 2023 per un completo esaurimento, e la transizione a IPv6 non è stata ancora fatta (Il 20 luglio 2004 l'ICANN ha annunciato che i root server DNS erano stati modificati per supportare sia il protocollo IPv6 che IPv4).

Perciò se facciamo una interpolazione così così abbiamo internet per altri 30 anni :).

Sì, lo so, no ho in considerazione l'aumento
esponenziale del traffico. Ma ho una variabile che annulla la precedente: predizioni apocalittiche compiute = 0.
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Sunday, November 18, 2007

Aesthetic Apparatus: italian posters

In questa domenica orrendamente grigia mi delizio con questi poster di Aesthetic Apparatus.

Gli Aesthetic Apparatus sono Dan Ibarra e Michael Byzewski. Si sono conosciuti nel 1998 lavorando come progettisti e hanno cominciato a produrre piccole serie di poster artigianali per concerti rock fino al 2002 quando hanno deciso di aprire uno studio proprio.

Osservate la loro interpretazione dello "italiano" in questi poster per una catena di ristoranti italiani a Chicago.



E non poteva mancare il Colosseo...


Un approccio non troppo scontato, bello, che fa sottili referenze allo stile grafico e pubblicitario italiano ed europeo degli anni '40 e '50 ( come già hanno fatto anche quelli della Nike), ma senza essere specificamente uguale, o con risorse di stile direttamente rintracciabili a quel periodo.

Infatti, nella ricerca di immagini per paragonare "le fonti" dello stile con la loro elaborazione ho trovato che si possono fare leggeri paragoni ma non si può stabilire quale variante esattamente abbiano scelto per riprodurre una atmosfera italiana ed europea con questi poster.

Ci sono i fotomontaggi tipo questo poster di autore anonimo...

"Roma " - Anon - 1930 via Poster Classics

Le tinte piatte o quasi e i blocchi di colore...

Gangloff / "Venezia Lido" - Anon - 1950 / "Lugano" 1950 - Traub
via Poster Classics


I colori caldi

"Napoli" - Mario Puppo - 1950s / "Cesenatico" - Guerrini - c1927
via Poster Classics

Come dicevo prima, nessuno dei poster rientra esattamente nelle diverse varianti dello stile in generale, ma continuano ad essere retrò ed evocativi (la Vespa, il Colosseo, il vino) senza sforzo.


Wednesday, November 14, 2007

Revival anni '80: Joy Division poster.



Il 2007 sembra essere un anno forte in nostalgia, e per la mia contentezza adesso è il turno degli anni '80.

Questo poster, o chart poster, è un omaggio ai Joy Division e la loro canzone "Love Will Tear Us Apart".

Rappresenta tipograficamente le 85 versioni cover della canzone fatte da altre band ed é stato creato da Peter Crnokrak.



Il revival dei Joy Division con il film Control sembra stia offrendo varie opportunità di merchandising. Il poster lo trovate QUI e costa £70.00.



via CR Blog

Saturday, November 03, 2007

La tonnara come architettura fluttuante



Vi lascio un link a un bellissimo articolo di Dan Hill sulla architettura della tonnara:

La Tonnara and the Chamber of Death; Arabian floating architecture in Sicily

Si parla anche delle relazioni con l'architettura araba, le caratteristiche labirintiche di entrambe, i segni di questi labirinti anche nelle piante delle città siciliane. Molto, molto interessante.

Il punto di partenza per questo articolo è il libro Midnight in Sicily di Peter Robb, che sembra dia molti spunti per chi vuole cercar di capire la isola e la sua storia.



Tuesday, October 30, 2007

Pseudo sociologico analisi di un camp

Ho pensato un poco -infatti mi sono presa due giorni :D- prima di scrivere sul TrinacriaCamp perché volevo raccontare il primo barcamp secondo noi cuaderniani (fdc-wumei).

Dal punto di vista della organizzazione devo fare i complimenti ai ragazzi. Great location, loro gentilissimi, numero interessante di interventi, ottimo pranzo (non mi ha fatto male dopo 5 ore di vomitare sul autobus), ecc.

Però, da una che dà troppa importanza ai rapporti con le persone ho anche delle piccole cose su cui filosofeggiare.

Disclaimer - Quello che si legge a continuazione è un resoconto della MIA esperienza, e cerca di essere un'analisi pseudo sociologico sulla comunicazione interpersonale più che una critica sul camp... - Fin disclaimer.

Lo spirito dei barcamp è, in parole, fantastico: vai, non c'è bisogno di altro che la tua voglia di condividere con gli altri la tua passione per la cosa digitale, i tuoi progetti, la tua esperienza. Ci saranno tanti altri come te, accomunati dalla vita in rete. Questo fa di noi un gruppo di simili.

Prima di tutto devo confessare (non ci avevo mai pensato) che leggo pochi blog siciliani, Mushin, qualche volta terronista. Ovviamente, arrivati al camp non "conoscevo" nessuno tranne Mushin.

Però, si pensa, non c'è problema, ci sarà modo di conoscere qualcun altro. Noi bloggers ci connettiamo subito, scambiamo chiacchierate sui blogs, ci salutiamo su twitter... Siamo bloggers, insomma.

E pensiamo così perché molte volte scambiamo queste percezioni per "reali". Crediamo in questi rapporti fatti di bits, e siamo sicuri che si tradurranno facilmente alla vita vera, come se si riprendesi una amicizia.

Le nostre sono relazioni mediate da un monitor e una tastiera, identificate attraverso un avatar che non ci somiglia ma forse ci rappresenta, o che somiglia a quello che vorremo essere (io voglio essere un ninja). Nessuno di loro ci giudica, non ci interrompono, lasciano fare. Lasciano scorrere...

Ma nella vita reale, tutto quel flusso di pensieri, quello scambio di parole, quel condividere nel reame digitale si ferma davanti alla realtà dello fisico. Non c'è barriera peggiore. Il pensiero non fila, lo sconosciuto ti ferma, se non ti conosco non ti parlo.

Lì ci ferma il corpo, la cultura, le abitudini. Lì ricompaiono tutte le barriere che il digitale azzera, e torniamo a essere noi, nel nostro corpo, dietro i nostri muri.

No, non siamo così aperti e simpaticoni, così cool. Non siamo quei tipi à la Michael J. Fox nei film degli anni ottanta, noi gente della blogopalla. Siamo impacciati, o diffidenti, o timidi da morire, o menefreghisti, o competitivi. Siamo come tutti gli altri.

Ma ci lasciamo ingannare dai links che ci collegano, dagli avatar che ci identificano. Per questo non mi sorprende mai sentire (forse un poco esageratamente) che qualcuno possa sviluppare una "adiction" a Internet o ai mondi virtuali. Qua è cosi semplice esistere.

E' un po' il tema dell'intervento del professore Gallo (si parlava di e-learning), sulla necessità, per un rapporto nato digitale, di essere costruito o cimentato anche faccia a faccia. Infatti, di tutti gli sconosciuti del camp solo il professore, dopo scambiare un paio d'idee nel aula, si è avvicinato a noi nel aula magna per sapere se eravamo spagnoli e che cavolo facevamo in Italia:D

Dopo che tutto è finito uno rimpiange non aver fatto questo o quell'altro. Non aver potuto liberarsi di quella sensazione che nessuno ha interesse in nessuno tranne se stesso e il suo circolo di conoscenze.

La mia conclusione è questa: avrei voluto che il camp fosse un posto dove socializzare fosse facile come bloggare.

A volte penso che forse eravamo tutti "dork", cosa veramente sfortunata in un raduno di persone che si conoscono solo via internet :P

Altre volte che è solo perché forse quel giorno ho vomitato anche il cervello.


La mancanza di cervello non m'impedisce di parlare e fare facce (note to me: non lasciarsi mai più fare foto da Roberto Chibbaro)

Monday, October 22, 2007

Gondry + Motorola = artsy Razor2

Per realizzare lo spot per il nuovo cellulare Razr2 Motorola aveva ingaggiato Michel Gondry, che fedele al suo stilo, ha prodotto questo video che potete vedere a continuazione.



Ma sembra che, secondo ho letto da qualche parte, Motorola lo considera troppo "artistico" per essere presentato alle masse, perciò in tv vediamo quello della lotta nel tube di qualche megalopoli piena di bellissimi cittadini ultra-cool :P



A giudicare dai commenti su motiongrapher, sembra che per molti sia veramente troppo "artsy".

Io li ho trovato il senso solo dopo guardarlo una seconda volta ma, infatti, questa è la parte interessante, bisogna fare uno sforzo per capire il filo conduttore. E allora doviamo guardare attentamente una seconda, una terza, anche una quarta volta. Non è un modo eccellente di richiamare l'attenzione?

Certo, abituati alla pubblicità tipo omogeneizzato, il cervello si ribella al lavoro di dover intendere, ma, già che ci doviamo sottoporre alla pubblicità, qualche vantaggio, diciamo qualche sinapsi nuova, dovremo poter trarre...

Via motionographer

Monday, October 15, 2007

Blog Action Day

Oggi 15 ottobre è il Blog Action Day, un giorno per dedicare un post all'ambiente e alla sua salvaguardia.

Purtroppo non posso dire di fare tanto per l'ambiente. Utilizzo sempre i cestini, non inquino la spiaggia, non lascio luci accese inutilmente, non uso piatti, bicchiere o posate di plastica, non spreco l'acqua, e cammino. Non è molto però...

Sotto i trailer di "An Inconvenient Truth" di Al Gore, e "The 11th Our" di Leonardo Di Caprio.




Illustrazione argentina a New York

W Hotel - Fernanda Cohen

Dovuto alla mia incapacità di fare post senza dedicarle al meno due (quattro) ore prima di pubblicarli, il povero cuaderno è rimasto abbandonato sul comodino...
Comunque, ho trovato qualcosa da mostrarvi.

Fernanda Cohen è una illustratrice argentina con pochi anni e tanta carriera.
Studi nella School of Visual Arts, premi, tra cui Best 200 Illustrators Worldwide 2006 e 2007.

Target - Fernanda Cohen

Fra i tanti successi, una copertina per The New York Times Magazine su Bush e la social security crisis.

Copertina per The New York Times Magazine

In rete ho trovato due sue interviste, una dove fa finta di non essere tanto argentina (questo è senza dubbio, molto "argentino all'estero"), e parla di non trovare influenze argentine o sudamericane nel suo lavoro, altra dove sembra più rilassata, fa meno la parte della str*nza, e racconta quanto lavoro, impegno e PR ci vogliono per avere successo. Anche se nella prima intervista ha detto l'unica cosa che mi ha colpito (e mi l'ha resa simpatica):

"De todos modos, considero que cuando uno se va a vivir a otra parte está roto para siempre."

Più o meno: Comunque, penso che quando uno deve andare a vivere in un altro posto (inteso come paese in questo caso), è rotto per sempre.

Niente di originale, ma molto vero. Una rottura che non ti la leva nessuno, neanche New York.

Le interviste le trovate QUI e QUI

I disegni si possono acquistare su fernandacohen.com

Tuesday, October 02, 2007

Three distinct Apple logos

The three logos on the left, as illustrated above in black and white, are the illustrations presented in Apple’s European filings. The illustration on the far right represents the Apple Corps logo as was presented in the BBC report.
Apple’s filings were made by Field Fisher Waterhouse LLP in London England.

Una mela che The Beatles non potranno mangiare.

via MacNN

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Saturday, September 22, 2007

Apple, Braun e il good design

Se siete di quelli che sbavano davanti ai prodotti Apple, allora dovete anche farlo davanti a Braun. E osannare Dieter Rams (sorry, Jonathan Ive :))

Qua sotto vedete un paragone tra iPhone e la calcolatrice Braun ET33 del 1977.


Comunque, sembra che Ive abbia detto più di una volta di ammirare Rams. Non è neanche la prima volta che si fa il paragone Braun-Apple. Qua c'è un altro esempio.

Come dice Spiekermann nel suo blog, il lavoro di Rams di 40 anni fa ( e i suoi "ten commandments") non ha potuto ancora essere superato, ed è necessario farlo conoscere alle nuove generazioni.

Alla fin fine, tutti hanno avuto un maestro...


LE1 loudspeaker, 1960 - Design: Dieter Rams - Manufacturer: Braun

via spiekerblog

Wednesday, September 19, 2007

Italia in pole position nel Venture Capital

Dopo leggere il post di Quintarelli, cominciai a ricordare alcuni fatti accaduti anni fa.

Per fare un Google, un Amazon, si deve essere un genio? Veramente credo che ci vuole solo una buona idea, ma che la condizione sine qua non sono i venture capital, senza questa condizione non se può costruire niente anche se la idea è la più brillante del pianeta.

Dopo di che,è la volontà e abilità degli imprenditori a far si che sia un successo o un fracasso.

Ho sulla scrivania mentre scrivo questo post un libro acquistato su Amazon nel 1998, che dopo la ordinazione risulto essere esaurito.

Loro mi comunicano tramite email che faranno lo impossibile per trovarmi uno e spedirmelo; io pensai "questi si stano facendo un po' di pubblicità, dopo di che mi diranno "mi dispiace ma non abbiamo trovato un bel niente".

Invece, dopo un mese, loro mi scrivono comunicandomi che hanno trovato il libro in un'asta pubblica della Atlanta-Fulton Public Library e se io ero d'accordo mi lo spedivano. Quindi ho qua il mio libro e per me Amazon fu "lo mas de Zamora".

Certo che senza la vocazione della gente che ha lavorato nello start up, Amazon oggi non sarebbe quello che è.

Tre mesi fa ho acquistato 5 libri nella libreriauniversitaria.it . Dopo un paio di giorni uno dei libri ancora mancava, ho aspettato un mese e ho deciso di fare arrivare solo quattro aspettando il quinto. Pochi giorni dopo mi hanno contattato via email dicendomi che l'ordine del quinto libro era stato cancellato.

Mancano solo i venture capital?

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Tuesday, September 18, 2007

Tipografia fai da te: Fontself

L'articolo originale presenta il progetto come un passo verso la democratizzazione del design di tipografie, nel senso che adesso, per creare un font, non è necessario essere un Spiekermann; è sufficiente avere carta, matita e uno scanner. E anche la voglia di mettersi a disegnare un alfabeto completo, devo aggiungere.

Franz Hoffman, Pierre Terrier e Marc Escher (svizzeri) sono i creatori di Fontself, un programma che permette creare i propri fonts con disegni a matita, penna, pennarelli, ecc.



Lo scopo originale del progetto era, secondo gli autori, creare fonts che si comportassero come la scrittura calligrafica - con i segni mai uguali - in un modo facile.


E' ancora in fase di demo online, con molte possibilità per il futuro: uno strumento online gratis, addons per Adobe Creative Suite, ecc.

Se vediamo i risultati, sono interessanti (c'è anche un newsmaker) , e Fontself forma anche parte di questa nuova "ricerca stilistica" per insufflare un poco di vita al prodotto del computer, che dopo tanta super perfezione fa sembrare quasi tutto un po' sterile.


via AIGA

Wednesday, September 12, 2007

Mocka- Che?

E' uscito un misterioso video (status="confidential") della Google. Alcuni lo hanno visto, come il mostro di Loch Ness.

Ma sembra che questo mostro esiste davvero.

Campagna di marketing web 2.0? No lo so, ma la pressione su Facebook sembra aver cominciato.

Godzilla vs Predator.

Chi vincerà?

Via googlesystem

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Tuesday, September 11, 2007

Ritorno al futuro

Ok, siamo nel 1967.

Predizioni imperfette, solo nella forma ma non nel contenuto.




Via Paleo-Future

Thursday, September 06, 2007

Illustrazione ibrida

Un poco d'illustrazione dal sud, anche se si può dire che con uno stile abbastanza cosmopolita, nel senso che potrebbe essere nato anche a New York o a Parigi.

Tutti (più altri dieci) partecipano a UNIVERSOSGRÁFICA, Intervención colectiva de diseño + ilustración, mostra nel CCEBA sulla cultura dell'ibrido e l'incrocio di discipline.

Il primo è Gastón Caba, illustratore di Buenos Aires.



I secondi sono Kid Gaucho, composto da Lucas Lasnier y Andrés Bonavera, entrambi graphic designers e illustratori.



Il terzo è Sonni.



via 90+10

Tuesday, September 04, 2007

Tipografia animata

A lesson on typography, un video breve ma ben fatto che in 1'47" spiega cosa sia la tipografia... con tipografia (e animazione).

Inizia con una frase del libro di Ellen Lupton Thinking with Type:

"Typography is what language looks like."


Gli autori sono Ryan Uhrich e Marcos Ceravolo della Vancouver Film School.

E qua sotto, come dice su You Tube, il video cult dei graphic designers e i fonts lovers: The Child di Antoine Bardou-Jacquet per il dj francese Alex Gopher.

Fatto per intero con fonts, è veramente uno dei miei favoriti :)



Se cliccate sul primo video vedrete che su You Tube c'è tanto materiale da esplorare sul tema.

Uno dei più conosciuti* è quello con i dialoghi di Samuel L. Jackson in Pulp Fiction, molto bello anche esso.

* Più correttamente: ha fatto il giro dei blogs e siti che parlano di design...

Wednesday, August 29, 2007

Paula Scher gratis per il tuo business

L'estate ha portato caldo, incendi, una sicura discesa di questo blog nelle classifiche (non ho guardato ma è più che probabile), un trasloco al quartiere Linux, e come si questo non fosse abbastanza Paula Scher di Pentagram si mete a fare templates per HP.
Che sono da scaricare gratis dal sito h30393.www3.hp.com .



I templates sono per gli small businesses, personalizzabili, e ogni set è composto di carta intestata, biglietti da visita, fax cover, mailing labels e shipping labels, in cinque stili diversi: Bold, Modern, Edgy, Elegant e Friendly.

Secondo Scher, l'obbiettivo è di, almeno, evitare l'utilizzo di Comic Sans nelle piccole aziende.

Sul sito di HP c'è anche una breve intervista sulla costruzione di una identità (e la cui visione mi provoca una sorte di invidia, non per quello che dice-concetti basici- ma per dove lavora e la quantità di lavoro che ha :().

“'No template is a substitute for hiring a professional designer,' warns Scher”... Meno male...

Ah, è anche interessante il post su Typographica sul fatto che uno dei templates utilizza Helvetica, un font che Scher evita nei propri lavori e che secondo lei, come dichiara nel film omonimo, rappresenta "the conservative establishment".

via typhographica

Tuesday, August 14, 2007

Design Journal, letture da spiaggia

Hola, manola!

Per chi rimane nelle vicinanze del nostro umile blog, ho scoperto, grazie a things magazine, che si possono trovare online le edizioni del magazine Design dal 1965 al 1974.




Sono dodici numeri all'anno, con fotografie e testi completi degli articoli. Potete cercare per anno, per parola chiave, per articolo.

I temi includono graphic design, industrial design, architettura, decor, ecc.

Da dove cominciare, allora? Per un poco di "graphic design nostalgia" potete leggere All set for Mexico, sull'identità per i Giochi Olimpici di Mexico 1968.




O insistere su classici come Bauhaus con The Bauhaus in retrospect.




Ahh, Bauhaus, sempre cool, anche d'estate...

Thursday, August 02, 2007

Photoshop summer fun

Siamo in agosto, fa caldo e molti se ne sono andati in vacanza. Perciò oggi, in questo clima più rilassato, divertiamoci con chi evidentemente si prende troppo alla lettera il suo lavoro di abbellire le donne che finiscono sulle copertine dei magazine.

Jezebel
con il suo Photoshop of Horrors ha fatto parlare un poco i media americani sulla scia di eventi come lo spot pubblicitario di Dove.

Ma questa volta non è una ragazza presa a caso ma la famosa Faith Hill, che, per quanto famosa e ricca, come tutte le donne del mondo non abbastanza perfetta da finire sulle copertine senza l'aiuto di Photoshop.

Il "problema" è che, se si guarda la foto originale, non sembra ci sia bisogno di tanti ritocchi. Faith Hill ha avuto solo la "sfortuna" di posare in una posizione forzata, non naturale, e di vedersi come una bella donna della sua età.


E così è finita sulla copertina di Redbook Magazine con un braccio lunghissimo e magrissimo, più cappelli, un altro braccio finto, senza una certa quantità di schiena e fondoschiena, e, ovviamente, senza rughe.

La cosa comica è che uno dei titoli recita: "Faith e Tim, cosa è normale su di loro e cosa no". Beh, tranne le braccette da alieno...

Monday, July 30, 2007

Il logo del NYT in 959 pezzi

Pentagram disegna la insegna per il nuovo edificio del New York Times.



Il lavoro di realizzare una insegna sul fronte composto da spranghe di ceramica, senza ostacolare la visuale di chi lavora negli uffici, e rispettando i requisiti specifici che regolano la segnaletica di quella zona della città, imponeva una soluzione non convenzionale.

Così sono arrivati a decomporre il logo in 959 parti che dopo furono assemblate sopra le spranghe.



Il logo decomposto in linee orizzontali

Ogni riga nera è una forma tridimensionale o "beak", che, montata sulle spranghe di ceramica, permette creare una insegna visibile dall'esterno ma che non disturba visivamente chi lavora all'interno.

Il nuovo edificio è opera di Renzo Piano Building Worshop.