Monday, January 29, 2007

Bloggin', comunicazione e Steichen

"The Pond-Moonlight" Steichen in Long Island, Nueva York 1904.

Mantenere aggiornato il blog certi giorni è più difficile, perché, anche con post di riserva, mi assalta la blogofobia, e voglio mandare a quel paese a Google, FeedBurner, blogbabel, etc., che con queste statistiche più mobili che "piuma al vento" ( e meno male che quella era donna...) sono più pressanti che parentela varia.

Devi postare tutti i giorni... ma perché, mi domando io? Non tutti i giorni trovo o ho da dire qualcosa che considero valida e interessante. E la mia motivazione è quella di apportare cose utili, o al meno dignitose, alla blogosphere.

Se "giving is caring", I care. E questo significa che non faccio posts per non scendere nei rankings, ma perché mi sembrano degni di stare li, poverini, fino a che qualcuno li trovi.

Comunque, l'interesse per la comunicazione dal punto di vista del graphic design è una nicchia che interessa a poche persone (noi due).
In tanti parlano di comunicazione come se fosse solo relativa a la parola (detta o scritta), il mezzo tecnologico per cui circola, o l'ambito fisico o digitale dove questa comunicazione si svolge.

E la grande maggioranza si dimentica che esiste un alfabeto che permette che la comunicazione effettiva sia possibile, e, per quello che posso osservare io, ci sono un sacco di analfabeti in giro.
Non se possono appiccicare due foto e uno slogan squallido e considerarlo comunicazione. Non se può osservare un ad con due foto appiccicate e uno slogan squallido e dire che quello è comunicazione.

Comunicare con immagini, parole e tipografia (fonts) non è semplice come appare.
L'alfabeto del graphic designer è quello: una somma di foto, testi, immagini, ma non disposti a caso -anche se a volte lo sembra- mai scelti a caso, ma come un atto cosciente con un fine chiaro.
E non dite che la gente non capisce; la gente capisce, anche se talvolta è incapace di verbalizzarlo.

La comunicazione deve per forza materializzarsi visivamente, così come il piano di una casa è solo carta e inchiostro fino a che si comincia a costruire. Ma se non sei architetto la casa risultante potrà essere di una bruttezza spaventosa e deprimente, e se non sei muratore finirai con una capanna.

Perché le forme tondeggianti sono più amichevoli che quelle con angoli acuti? Perché lo dico io, o perché dopo secoli di esperienza abbiamo capito che tante cose tonde sono gradevoli, e tante cose spigolose possono essere pericolose e fare male?

E come faccio io a farvi capire che il mio nuovo coso per la Web 2.0 è facile di usare, divertente, vi permette di parlare con gli amici, etc., etc., etc. soltanto con il nome su un pezzo di carta o su un sacco di pixels? Uso una orrenda Papyrus o una bella, tonda e simpatica Gotham Rounded?

Uso una palette di colori marroni, grigi o blue, o una di complementari blu-arancione (Blogger), o lime green (Jambo).
Perché Mac veste casual y PC ha una giaca?

Sembra tutto ovvio sul testo, mai nella pratica.

E a niente serve nascondersi dietro il software. Non si diventa comunicatore visivo in una settimana, così come non si diventa architetto o muratore in una settimana.

Allora, che c'entra la fotografia di Steichen con il post. Che anche se compro la miglior camera fotografica del mondo non sarò mai Steichen.

1 comment:

Anonymous said...

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