Monday, July 30, 2007

Il logo del NYT in 959 pezzi

Pentagram disegna la insegna per il nuovo edificio del New York Times.



Il lavoro di realizzare una insegna sul fronte composto da spranghe di ceramica, senza ostacolare la visuale di chi lavora negli uffici, e rispettando i requisiti specifici che regolano la segnaletica di quella zona della città, imponeva una soluzione non convenzionale.

Così sono arrivati a decomporre il logo in 959 parti che dopo furono assemblate sopra le spranghe.



Il logo decomposto in linee orizzontali

Ogni riga nera è una forma tridimensionale o "beak", che, montata sulle spranghe di ceramica, permette creare una insegna visibile dall'esterno ma che non disturba visivamente chi lavora all'interno.

Il nuovo edificio è opera di Renzo Piano Building Worshop.

Friday, July 27, 2007

Un font per Cookie

Un articolo-case study breve e interessante sulla collaborazione fra Joshua Darden e il team creativo di Cookie Magazine per stabilire come trasmettere visivamente lo spirito di Cookie, rivista di Condé Nast dedicata ai genitori sofisticati.



Il processo per stabilire il "typographic tone" della rivista è sintetizzato in tre parti: la rifinitura della marca esistente, la creazione di numeri specifici, e la selezione di una tipografia di forte personalità (Freight Sans) per unificare e complementare gli altri fonts in uso.



Una idea su come è la rivista sul sito cookiemag.

Rebranding St George

La proposta d’Ekklesia di rebranding* del santo inglese St George ha fatto un po’ di rumore fra gli Inglesi.

Secondo il think-tank d’Ekklesia, St George è diventato rappresentante di un nazionalismo orgoglioso, dell’estrema destra e del razzismo; ovvero un’icona negativa.

Loro suggeriscono che St George dovrebbe essere un'icona dell'ospitalità e della difesa degli emarginati. Questi valori potrebbero formare la base di una festa nazionale inglese che sia comprensiva e generosa.

Il giorno del santo nazionale St George potrebbe celebrare:
  • Il ruolo degli inglesi come cittadini globali
  • Valori condivisi di giustizia sociale ereditati dal passato
  • Esempio di fede, la speranza ed amore, non della celebrità vacua.
Nella superficie il problema potrebbe sembrare banale, ma non lo è.

*Rebranding è circa riconsiderare quello che è importante nella storia e raccontarlo da capo.

Via Qultures
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Tuesday, July 24, 2007

Sanna Annukka e Wallpaper*


Sanna Annukka è l'autore di queste belle illustrazioni per il Dutch Discoverer 2007 , pubblicato da Wallpaper* come guida ai posti più interessanti da visitare in Olanda.




Se vi piace potete anche acquistare delle illustrazioni (litografie e serigrafie) nello shop di Annukka.

Artic Lake

Thursday, July 19, 2007

Lo stile di Scott Hansen

Per festeggiare il ritorno una bella serie di posters di Scott Hansen.

Il suo lavoro è già apparso sui blog di design (più o meno dal 2004), ma mi pareva interessante mostrare un paio di opere nel caso che qualcuno non lo conosca.

Il suo stile retro/anni '70 parla da solo, e credo sia uno degli artisti che meglio riesce a cristallizzarlo.

Infatti, quando ho visto il poster Nautilis ho pensato subito a quelle immagini che trovavo da piccola nelle riviste; è fatto così bene che potrebbe tranquillamente essere un foglio staccato da un magazine degli anni '70.

Poster for show at Progress Austin, TX

C'è anche un costruttivismo rivisitato nella opera Workers Party 2003.


Altre opere sono varianti sullo stesso stile, non strettamente legate ad un tempo o evocative di un periodo ma come elaborazioni attuali delle stesse risorse artistiche. :P

Avian 2004


Dual One Poster for Dual Group

Se volete dare una sbirciatina al processo creativo di Hansen, su questo articolo di Computer Arts trovate un suo tutorial dove spiega l'uso combinato di vector e raster.

Ci siamo

Siamo tornati.

Per vari giorni abbiamo avuto problemi per pubblicare sul blog, ma adesso pare che ci siamo.

Thursday, July 12, 2007

The Blogosphere Job

Molti di noi abbiamo un atteggiamento non molto definito di cosa è giusto o sbagliato nella blogosphere d’oggi.

Sempre in busca de ispirazione e informazione, leggendo delle vecchie pubblicazioni ho trovato dei testi che sembrano scritti oggi.

Wumei e io abbiamo tradotto l'articolo “Cibernetic Guerrilla Evolution” della rivista Radical Software che, seppure pubblicò pochi numeri (undici in tutto fra il 1970 e il 1974) hanno un gran valore.

Secondo An introductory text by David Ross: “The idea for this journal came about in the fall of 1969, right after the Woodstock festival. The Viet Nam war was raging; a previously powerless and voiceless generation in the US and abroad found that they could no longer trust their governments or the newspapers and television networks to communicate any truths except those in service of the prevailing order.”

Questo per capire che l’articolo “ Cibernetic Guerrilla Evolution” by Hal Aigner fu scritto in un’atmosfera bollente.

E quale sarebbe “The blogosphere Job”? Potrebbe essere questo:
Soltanto “comunicazioni per affari o per piacere” ripetono loro, l’impianto di canali commerciali ed utili. Per niente! diciamo noi; è qual cosa di molto più profondo di quello: la creazione di un vero sistema nervoso per l’umanità; l'elaborazione di una coscienza comune, su una scala massiccia chiaramente nel dominio psicologico e senza la soppressione degli individui, per l'intera umanità.

(Cibernetic Guerrilla Evolution by Hal Aigner - Radical Software. — Vol. 1, no. 4 [1971]. — P. 34.)

L’articolo è davvero interessante, merita un po’ di tempo, e poi nella traduzione ci siamo impegnati. Si volete l’articolo originale in inglese qua il link.

Buona lettura.

Cibernetic Guerrilla Evolution I

Di Hal Aigner ( Radical Software. — Vol. 1, no. 4 [1971]. — P. 34.)

Si potrebbe affermare che l'evoluzione di media ed uomo convivono nello stesso tempo e spazio. A questo punto sul continuo, non si trova uno senza l'altro. L’accesso all’informazione ed i mezzi per lo scambio d’informazione hanno raggiunto l'importanza di un secondo posto (ed un secondo vicino) dopo cibo e rifugio.

L'evoluzione è un processo del diventare. L’esistenza è processo. Essere è divenire. Vero? "Io sembro essere un verbo", dice lo scienziato Fuller di Buckminster. In The Teachings of Don Juan, un diario d’apprendistato con uno sciamano Yaui, Carlos Castaneda scrive:
Essere un uomo di Conoscenza non era una condizione che comportava permanenza. Non era mai stata la certezza che, eseguendo i passi predeterminati della conoscenza che è insegnata, uno diventi un uomo di conoscenza.

Così, diventare un uomo di conoscenza era un compito che non poteva essere realizzato pienamente; piuttosto, era un processo incessante che comprendeva:
(1) l’idea che uno deve rinnovare la ricerca per diventare un uomo di conoscenza; (2) l'idea della propria impermanenza; e (3) l'idea che uno deve seguire il percorso con il cuore.
Processo incessante. Processo che comporta il dislocamento d’energia attraverso l’entropia, la tendenza di un sistema a perdere energia e muoversi verso il caos, o lo scambio. Lo scambio implica un minimo di due sistemi che o lavorano in cooperazione o in concorrenza. Il trionfo di uno intende la morte eventuale d’entrambi i sistemi perché come uno vince sull'altro, distrugge il proposito dello scambio e lascia se stesso soggetto all’entropia. In baseball, quando gli Yankess di New York divennero così bravi che potevano sconfiggere tutti, l’affluenza di gente si abbasso drasticamente, e così le vendite dei biglietti.

Nell’edizione del marzo 1970 di Ekistics Magazine, Nathan Katzman scrive

Semplicemente, la seconda legge della termodinamica dichiara che all'interno di un sistema chiuso l’entropia tende ad aumentare e mai diminuire.

Spesso, il non-scienziato dimentica che la legge d’entropia si applica solamente all'interno di un sistema chiuso; e questo può confondere a chi tenta di applicare una legge analoga a paradigmi non-termodinamici...


Così la formulazione seguente: L'entropia di un sistema sociale aumenta nella misura che il sistema si chiude alla comunicazione con l’esterno. Al contrario, la negentropy di un sistema sociale aumenta nella misura che il sistema diviene più aperto alla comunicazione con l’esterno.

Il sistema si nutre dallo scambio d’energia. Se invece di fornire energie di processo all’entropia, un sistema-diciamo, una cultura- trasforma l’energia in qualcosa appropriata per lo scambio, estende la sua capacità per la vita, la salute e la crescita. E per una cultura, sia locale o globale, essere sano deve includere tanto differenziazione quanto sintesi.

Il bisogno di entrambe, differenziazione e sintesi, è esposto dal defunto filosofo gesuita Pierre Teilard de Chardin, il sommo sacerdote del cambio evolutivo. Nel Future of Man lui scrive:
In ogni sfera pratica la vera unione (sintesi) non confonde; rende differente... Operando in tale campo, la tendenza dell’unione a provocare la differenziazione, lontano dal partorire un mero meccanismo, deve avere l'effetto di aumentare la varietà di scelta e la ricchezza della spontaneità.

L'autonomia anarchica tende a scomparire, ma fa così per realizzare il suo completamento nel fiorire armonizzato di valori individuali.
La differenziazione è il mezzo per forgiare energia in una miriade di forme, e la sintesi lascia spazio allo scambio d’energia e l'uso di essa in una causa comune .

Ciò nonostante, il fare, nei suoi sforzi di resistere all’entropia, ha optato per la concorrenza e suo arcaico estremo logico: la guerra. Ed il meccanismo usato dai leader per fare marciare le masse a combattere è stato la Disinformazione.

Bucky Fuller è rapido per indicare che i leader mondiali del ventesimo secolo stanno lavorando da assunzioni appartenenti al diciannovesimo secolo. E una Terra del diciannovesimo secolo. Le specifiche assunzioni sono la dichiarazione del 1810 di Tommaso Malthus che il tasso di natalità sorpassava lo sviluppo di risorse, e che non c’erano abbastanza risorse per tutti. Questo volle affermare che gli uomini erano fondamentalmente in concorrenza per il cibo disponibile, acqua e materie prime.

Questo si adegua perfettamente alla teoria di Darwin della sopravvivenza del più adatto. L’uomo fu visto essendo in una sfida nella quale sarebbero riusciti solamente i più forti.

Il dictatum di Malthus-Darwin è alla base della teoria del gioco sviluppata dal professore di Princenton John Von Neuman. Questa teoria, che è usata da pressoché tutti i ministeri di guerra, presume che quello che va nella tasca di una persona deve uscire dalla tasca di un altro. Il mio guadagno è la sua perdita. Io vinco, Lei perde.

Tuttavia, fin dalla seconda metà degli anni ‘50, numerose persone hanno scoperto che c'è abbastanza tecnologia per processare le risorse naturali e provvedere ampiamente per ognuno. All'improvviso è un gioco diverso. Ognuno può vincere. Ognuno.

Continua…

Cibernetic Guerrilla Evolution II

Di Hal Aigner (Radical Software. — Vol. 1, no. 4 [1971]. — P. 34.)

Alla prima parte I

Ma se la tecnologia e le risorse sono disponibili, cosa sta fermando l’umanità dall'avere successo?: la mancanza di un adeguato scambio d’informazioni. Lo scambio d’informazioni ed istruzione a me sembrano essere la stessa cosa. I fanatici dei media stanno ampliando le possibilità d’insegnamento. In The Human Use of Human Beings, il fondatore della Cibernetica Norbert Weiner scrive:
Informazione è un nome per il contenuto di quello che è scambiato col mondo esterno intanto noi ci adattiamo ad esso, e fa sentire il nostro cambio su di esso.

Il processo di ricevere e di usare informazioni è il processo di adattarsi alle contingenze dell'ambiente esterno, e di vivere efficacemente all'interno di quell’ambiente.

Le necessità e la complessità della vita moderna operano le più grandi esigenze su questo processo d’informazioni come mai prima; e la nostra stampa, i nostri musei, i nostri laboratori scientifici, le nostre università, le nostre biblioteche e manuali sono obbligati a soddisfare le necessità di questo processo o fallire nell’intento.

Vivere efficacemente significa vivere con informazioni adeguate. Così, comunicazione e controllo appartengono all'essenza della vita interna dell’uomo, così come loro fanno parte della sua vita in società.
Ed il gesuita Teilhard scrive in Future of Man
All'occhio della scienza fisica, una delle caratteristiche più straordinarie della Vita è la sua qualità ‘additiva’. La vita si propaga sommando incessantemente quello che essa in seguito acquisisce come una memoria, come spesso è stato detto.

... Lontano dall'essere un fenomeno artificiale, fortuito o d’accessorio nella sua relazione con le creature viventi, l’istruzione non è niente meno che una forma essenziale e naturale d’addizione biologica.

... È attraverso l’educazione, dall'espansione progressiva di punti di vista comuni ed atteggiamenti, che la convergenza lenta di menti e cuori sta andando avanti, senza la quale sembra non esista davanti a noi sbocco per l'impulso della Vita.
Ed ancora Teilhard, questa volta da The Vision of the Past
Deve essere ripetuto, infatti, che la nostra prospettiva della vita è oscurata ed inibita dalla divisione incondizionata che continuamente mettiamo tra il naturale e l’artificiale.

E’ perché, come affermammo, abbiamo presunto in principio che l'artificiale non ha niente di naturale (quello perché non abbiamo visto che l’artificio è natura umanizzata), che non riusciamo a riconoscere analogie vitali chiare come quella dell'uccello e l'aeroplano, il pesce e il sottomarino.
Dovuto a questa stessa assunzione fatale abbiamo guardato per anni senza capire il sistema stupefacente di rotte per terra, mare ed aria, canali postali, fili cavi, pulsazioni nell'etere che coprono strettamente ogni giorno la faccia della terra.

Soltanto “comunicazioni per affari o per piacere” ripetono loro, l’impianto di canali commerciali ed utili. Per niente! diciamo noi; è qual cosa di molto più profondo di quello: la creazione di un vero sistema nervoso per l’umanità; l'elaborazione di una coscienza comune, su una scala massiccia chiaramente nel dominio psicologico e senza la soppressione degli individui, per l'intera umanità.

...In realtà, come chiunque può vedere chi tenta di mettere insieme il disegno generale dei movimenti di tutti gli organismi fisici, noi stiamo continuando semplicemente, su un piano più alto e con altri mezzi, il lavoro ininterrotto dell'evoluzione biologica...

Ulteriormente, mi sembra che attraverso l'uso ampliato dei media per il "fiorire armonizzato dei valori individuali", e il rifornimento d’informazioni adeguate per guidare le vite delle persone, la spinta dell'evoluzione è il power to the people.

Monday, July 09, 2007

Barnbrook: graphic design, sperimentazione e critica sociale


Jonathan Barnbrook è arrivato alla eta in cui merita una retrospettiva ;)

Il Design Museum di Londra fa una esibizione intitolata Friendly Fire dove si può seguire il lavoro di Barnbrook dai i primi esperimenti con tipografia, e le collaborazioni con Damien Hirst e David Bowie, fino agli ultimi progetti.




Barnbrook è considerato uno dei più innovativi graphic designers inglesi, e anche uno con uno spiccato senso della critica sociale e politica. Infatti, non sono molti i graphic designers che dichiarano sul loro website ufficiale di credere che il graphic design può favorire il cambiamento sociale.

E così che, per esempio, abbiamo Olympukes, incredibili pittogrammi -molto divertenti- che rappresentano la complessa realtà dei Giochi Olimpici moderni. Sorti come conseguenza della frustrazione degli autori (Barnbrook e Marcus MacCallion) che non vedono rispecchiata la vera natura dell'evento nei lavori fatti per le diverse identità delle Olimpiade.

Pittogrammi Olympukes

Sicuramente ci sarà qualcuno, come me, che la prima vera opera di Barnbrook che riconosce (e che a dir la verità provoca un poco di nostalgia) è la ultra famosa, ultra copiata, imitata, ecc., ecc. font Mason. E anche la Exocet...
Mason font (1992)

Exocet font (1991)

Nei primi anni novanta apparivano su copertine di cd, films, riviste avant-garde. Diciamo che quasi tutto il catalogo di fonts di Emigre era molto popolare, e non c'è modo di separare -graficamente- gli anni '90 da essi.

Se volete una prova, guardate Demolition Man (1993). Nella scena del War Museum, la segnaletica di esso è realizzata con Exocet (purtroppo non ho trovato nessuna immagine).

Ultima cosa... Trovate due interviste a Jonathan Barnbrook su Wallpaper, con una gallery del backstage della mostra, e su Creative Review. La prima è più informale, la seconda un pochino più seria.

Thursday, July 05, 2007

Titoli come piccole opere

Submarine Channel ha una sezione dedicata ai titoli d'apertura (di films) più interessanti, quelli che sono come piccole opere dentro di altre opere. Infatti la sezione si chiama "Forget the movie watch the titles".




Per la nostra comodità è divisa in categorie: animation, motion graphics, 3D e mixed.



Questa settimana è il turno di Sergio Leone e "Il buono, il brutto, il cattivo".

Anche se siamo abituati a i nuovi ritmi della cinematografia e della televisione (avete provato di riguardare serie come A Team, Charlie's Angels, McGyver?; le sequenze "di azione" fanno venire la voglia di chiedersi "ma che cavolo pensavo quando gli guardavo e mi piacevano?!?!"), la qualità della idea dietro, la esecuzione tecnica che sfrutta al massimo le risorse della epoca, producono lavori atemporali.

E anche esempi di stupendi amalgami di animazione, illustrazione, graphic design, musica...

Se volete, potete anche leggere su Saul Bass, graphic designer e Maestro di film title design. Su Wikipedia ci sono anche esempi di altri suoi lavori: loghi, posters.

Altra cosa, per tutti i Photoshop fanboys in giro, quelli amanti delle rough surfaces, textures, ecc.: Igino Lardani già lo faceva nel 1966 :D



Wednesday, July 04, 2007

Joyce, Twitter e un pallone rosso

Vi lascio i links a due articoli sulla esplorazione dei mezzi forniti da Internet nell'ambito artistico. Sono interessante e provvedono un punto di vista diverso su temi che spesso si trattano da un unico angolo (quello dei geek, nerd, esperti, ecc.) .

Uno è Blogged, una istallazione interattiva di Bill Shakelford, dove un pallone rosso si gonfia -e dopo esplode- grazie al traffico direzionato a una pagina del website del artista da altri blog. Una bella espressione materiale della euforia che si esperimenta a livello personale con le repentine ondate di traffico, e della delusione dopo che svaniscono.

L'altro è Bloomsday On Twitter. Il 16 giugno a Dublino, come parte delle attività culturali per celebrare il Bloomsday, una giornata che gira attorno al libro Ulysses di James Joyce, Ian Bogost e Ian McCarthy hanno scelto Twitter per narrare simultaneamente la vita di diciannove personaggi del libro.

Usando un programma, si inserivano dei frammenti del capitolo Wandering Rocks del libro di Joyce secondo il ritmo della narrazione, mescolando le voci di persone fittizie con quelle degli users di Twitter.

Questa performance è durata un'ora. Un'ora di Joyce su Twitter, accanto a frasi come "Naviguer sur Internet avec Thunderbird".

Bogost commenta anche su Twitter. Se lo utilizzate spesso forse non vi piacerà quello che pensa. Un esempio? ... "chains are the new black".

Tutto questo l'ho trovato su neural.